[Fwd: Re: [Oa-italia] Articoli contenuti in tesi di dottorato]

Antonella De Robbio antonella.derobbio a unipd.it
Mer 30 Gen 2008 12:43:53 CET


Rispondo al quesito posto da Cristina Soave

> mi rivolgo alla lista per cercare di risolvere un problema, forse solo
> formale, che mi si e' presentato durante l'archiviazione di alcuni
> documenti sul repository istituzionale dell'Universita' di Camerino a
> cui sto lavorando.

non si tratta infatti di un problema solamente formale ... direi che  un
problema che stiamo incontrando anche noi a Padova proprio in questi giorni,
in cui ci stanno arrivano 500 tesi di dottorato...

> In questa prima fase l'archiviazione riguarda le
> tesi di dottorato prodotte nell'Ateneo.

come noi a Padova

> In alcune di esse gli autori,
> per illustrare il lavoro svolto durante gli anni del corso di
> dottorato in ricerca, hanno inserito nel corpo della tesi gli articoli
> pubblicati su riviste di editori internazionali che sono il frutto
> della ricerca da loro svolta, riproducendoli integralmente attraverso
> la scannerizzazione del testo pubblicato sulla rivista.

a noi succede che invece alleghino alla tesi di dottorato,
uno o piu' articoli pubblicati e  scaricati dai siti editoriali con tanto di
loghetto editoriale e layout alla tesi di dottorato.

Il suo caso e' leggermente diverso anche se ha delle parti comuni.
Provo a spiegare.

L'articolo di ricerca, ha una dignita' a se' stante: non ha nessun senso
scandirlo passandolo allo scanner e incorporarlo nella tesi, o meglio non
solo non ha tanto senso, ma  una violazione al diritto editoriale.

Mi spiego: capisco che gli autori sono gli stessi... anche se per la verita'
l'autore della tesi di dottorato e' uno, mentre gli autori  di questi
articoli scientifici sono piu' di uno, spesso un gruppo di ricerca, ma la
tesi di dottorato  una produzione intellettuale a se' stante e NON deve e
NON puo' contenere pezzi "taglia e incolla" di articoli interi!
Proprio perche' esiste un diritto editoriale che l'autore, spesso
incautamente, ha ceduto alla casa editrice...
Ora se l'autore/dottorando vuole citare il suo lavoro pubblicato su una
rivista  Elsevier o su altra rivista di altro editore, basta che lo citi in
bibliografia, e puo' comunque citarne anche ampie parti tra virgolette,
citando autore/i e rivista dove si  pubblicata la ricerca.

Ma queste sono le buone prassi di chi si accinge a scrivere una tesi di
dottorato. Voglio dire, un dottore di ricerca, queste norme le dovrebbe
conoscere.
Si e' mai visto un libro/monografia o articolo scientifico da inviare per la
pubblicazione che contenessero articoli passati allo scanner con tanto di
loghetto e layout di altro editore????
Quindi davvero fatico a capire come si possa procedere in questo modo nella
redazione di una tesi di dottorato... eppure succede.

Dove sta il problema? Non e' "colpa" degli archivi aperti! Certo gli archivi
aperti hanno messo in luce un problema di cattivi comportamenti, violazioni,
brutali taglia e incolla, che esistevano anche prima e che restavano pero'
nell'ombra.

Le Universita' dovrebbero rendersene conto e partire con dei programmi di
istruzione/educazione??? del dottorando, prima, a monte... stilare delle
linee guida che spieghino COME si fa una tesi di dottorato in merito a
- uso di materiali propri ceduti ad editori
- uso di materiali altrui, immagini, foto... testi
- di chi sono i diritti...
- cosa si puo' fare e cosa e' vietato...

Insomma pare impossibile ma non lo sanno...

Nel mio caso invece, diro' alla nostra dottoranda che se vuole depositare il
suo lavoro scientifico pubblicato su rivista, lo faccia ... benissimo, anzi
e sempre nel nostro archivio aperto.... ma
- prima deve sentire gli altri 4 autori
- poi sicuramente NON puo' depositare l'articolo con il layout dell'editore
ma deve depositare la versione post-referata
- non si tratta di un allegato alla tesi, ma questo va citato in
bibliografia e il server si occupera' delle oppurtune connessioni con
reference linking


> Mi e' sorto quindi il dubbio se sia possibile inserire queste tesi,
> con gli articoli pubblicati in esse contenute, su un repository senza
> violare le norme sul copyright.

In questo caso direi che NON e' possibile mettere la tesi ad accesso aperto,
per non dover poi, noi come responsabili dell'archivio o come ateneo,
rispondere di tali VIOLAZIONI
Io ho proceduto in questo modo: la tesi viene depositata, ma resta ad
accesso ristretto, quindi chiusa.
Poi ovviamente informero' i dottorandi che sono incorsi in violazioni e
spiegheremo loro unitamente ai loro relatori su quali sono i comportamenti
corretti.

> La prima risposta che mi sono data
> –considerato che non e' possibile estrapolarle dal testo- e' di
> considerare gli articoli alla stregua di post-prints, ed inserirli se
> le riviste che li contengono sono di editori che consentano questa
> prassi. Da una ricerca condotta su SHERPA ROMEO, pero', ed anche alla
> luce di una recente discussione su questa lista, mi sono resa conto
> che questa interpretazione non e' corretta.

la tua interpretazione non e' sbagliata, ma sono rarissimi gli editori che
acconsentono ad un uso del layout editoriale.
In ogni caso la questione e' ancora piu' sottile direi:
1. nel tuo caso NON si tratta di un self-archiving puro e semplice di un
articolo editoriale, per cui SHERPA svolge il suo bravo compito di dirci
quali sono le politiche editoriali in merito al deposito negli archivi
aperti , ma si tratta piuttosto
di
2. un uso di un articolo per intero dentro un'altra pubblicazione, quindi
interviene un diritto diverso che e' il diritto di utilizzo o anche di
rielaborazione entro altro testo ... quindi mi sentirei di direi che quei
pezzi dovrebbero essere estrapolati dalla tesi e citati come si deve...

ciao a tutti
antonella de robbio
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