[Oa-italia] Research Channel - Valutazione

Marta Zaetta marta.zaetta a area.bo.cnr.it
Mar 20 Nov 2007 10:02:12 CET


>
> Si ma a furia di ripetere questo principio per contrapporsi al
> "nemico" Microsoft (o altri proprietari di tecnologie che non sono
> "open source") si puo' finire nel ridicolo... si rischia di non
> comprendere piu' dove va la realta', come si muovono le cose...  A mio
> modo di vedere tutto cio' che era "informatica" basata su pacchetti
> software, licenze d'uso, architetture nate in anni in cui internet non
> c'era oggi sta semplicemente  evaporando...  Si provi a guardare, se
> non altro, questo:
> http://workspace.officelive.com/
>

Sono d'accordo sul discorso Microsoft (perdonatemi, era il primo esempio
che mi Ŕ capitato navigando nel sito), d'altra parte vorrei precisare che
l'interoperabilitÓ non Ŕ una caratteristica peculiare dell'open source.
Anche i prodotti proprietari possono (e a mio modesto parere devono)
essere conformi a standard aperti.
L'interoperabilitÓ Ŕ un concetto serio e reale.
E da informatico vi garantisco che oggi, anche ove possibile, Ŕ un vero e
proprio sbattimento (concedetemi il termine) lavorare per far colloquiare
due sistemi...

>
> Dal mio punto di vista non c'e' problema. Tollero tutti coloro che
> cadono in questo genere di tentazione  diffusa di esprimere cio' che
> passa per la mente senza chiedersi se e' pertinente o meno, se
> fornisce informazioni nuove, se costruisce o meno contenuti nuovi da
> condividere o se non si limita piuttosto a fomentare divisioni e
> pregiudizi che frenano la mente altrui... "la violenza settaria
> attizzata attraverso l' istigazione sistematica non Ŕ esclusivamente,
> nÚ prevalentemente, una sfida militare. Nel nostro mondo diviso essa
> viene alimentata con la seduzione": sono parole di Amartya Sen da un
> articolo pubblicato sul "corriere della sera" di domenica scorsa,
> 18.11, dal titolo "il Dialogo tra Religioni non Argina l' Odio"... (a
> http://archivio.corriere.it/archiveDocumentServlet.jsp?url=/documenti_globnet/corsera/2007/11/co_9_071118056.xml)

Grazie per la tolleranza.

> Ma tornando al "topic" introdotto da Marta, e concludo, a mio parere,
> piu' che ai formati e agli aspetti tecnici con cui possiamo
> condividere informazioni in rete secondo me a noi italiani manca, con
> riferimento ai prodotti e ai risultati della ricerca, la capacita' di
> vincere la nostra straordinaria (im)potenza creativa... Dobbiamo
> convincerci che il futuro delle tecnologie ICT sara'  "sociale" ma non
> nel senso di (solo) Myspace.com o (solo) l'accesso aperto agli archivi
> istituzionali delle universita' e iniziative connesse.... Bisogna
> imparare a fare conversazioni, ma non per finta.
>

Forse a noi italiani sý... mah, onestamente non ne sono certa.
Comunque Ŕ proprio qui che interviene una tecnologia ben progettata e ben
sviluppata: farci vedere cosa c'Ŕ al di lÓ del nostro orticello.


Mi rendo totalmente disponibile a proseguire la conversazione che mi
stimola e mi interessa molto. D'altra parte forse Ŕ meglio farlo in
privato e non pi¨ in lista.

Buon lavoro,
Marta


-- 
Marta Zaetta

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via Gobetti, 101 - 40129 Bologna ITALY

e-mail: mzaetta a area.bo.cnr.it
phone: +39 051 639 8080

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