R: [Oa-italia] Open access per le discipline umanistiche

Giulio Blasi blasi a horizons.it
Mar 11 Dic 2007 18:50:16 CET


E' un tema interessante. Da non bibliotecario io direi che si tratta anzitutto di definire parametri di inclusione tematica (pragmaticamente: quali classi dewey rientrano in questo ambito) e poi definire parametri tecnico-operativi per decidere se la risorsa Ŕ OA oppure no (copyright, esposizione di metadati via OAI-PMH, etc.).

Hai una proposta da fare su quali criteri identificativi usare? 

saluti

Giulio Blasi
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-----Messaggio originale-----
Da: oa-italia-bounces a openarchives.it [mailto:oa-italia-bounces a openarchives.it] Per conto di Maria Cassella
Inviato: martedý 11 dicembre 2007 12.33
A: Lista di discussione su temi relativi all'accesso aperto
Oggetto: [Oa-italia] Open access per le discipline umanistiche


Gentili colleghi,
volevo porre un mio dubbio e spingervi a riflettere sul problema 
dell'open access per le discipline umanistiche. Lo spunto me lo ha dato 
il sito di Rialto http://www.rialto.unina.it/limen.htm . Recentemente 
infatti mi sono occupata un p˛ dell'argomento "open access per le 
discipline umanistiche" e mi sono posta il problema : cosa faccio 
rientare sotto l'ombrello? I progetti come questo repertorio della 
cultura trobadorica e occitana sono Open Access? Secondo me sono al 
margine. Un tentativo interessante di pubblicare edizioni critiche 
collettive che assomiglia ehm pi¨ ad uno strumento del web 2.0 che al 
movimento dell'accesso aperto.

> i testi ad esso consegnati o appaiono in nuove edizioni o sono 
> riveduti, quando Ŕ il caso, dagli stessi editori o da collaboratori, 
> che indicano in nota ogni modifica introdotta, o possibile, rispetto 
> alle edizioni giÓ apparse a stampa; le edizioni pi¨ antiche sono 
> anch'esse oggetto di revisione, mediante ritocchi a errori materiali, 
> concisi aggiornamenti bibliografici o la segnalazione di soluzioni 
> testuali alternative avanzate da altri. Ciascuna edizione potrÓ essere 
> nuovamente corretta o modificata in futuro dall'editore o dal 
> revisore, ma resterÓ comunque traccia, nel sito, della versione 
> precedente in modo da permettere rinvii bibliografici non ambigui. 


La letteratura digitalizzata e tutti i documenti fuori copyright non 
sono parte, a mio avviso, dell'accesso aperto.
Le edizioni critiche? Ni
I portali come Archaeogate? Direi di si. http://www.archaeogate.org/ .
OAPEN? si, si! http://oapen.com/index.htm .

Sull'argomento il solito Peter Suber tradotto in italiano da Francesca 
Di Donato http://eprints.rclis.org/archive/00004956/ .
Saluti
MC


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