[Oa-italia] E qui si apre la discussione....

Elena Giglia elena.giglia a unito.it
Lun 23 Apr 2018 14:05:22 CEST


Il giorno 23 aprile 2018 12:36, Maria Cassella <maria.cassella a unito.it> ha
scritto:

> Mentre molto interessante e' COAR Next generation repositories,
>
> si Ŕ molto interessante. Il report del gruppo di lavoro Ŕ pubblicato qui
> https://www.coar-repositories.org/files/NGR-Final-Formatted-Report-cc.pdf
> .
> Se non IRIS, cosa si propone realisticamente in Italia?
>

si propone un discorso organico, e chi ci sta lavorando da anni sta
cercando di far colloquiare MIUR, CRUI, ANVUR e soprattutto di fare
formazione a tutti i livelli perche' in molti atenei la Open Science e' del
tutto sconosciuta o  misocnosciuta.
IRIS non e' solo un IR ma anche un CRIS. E' largamente sotto-utilizzato. Il
primo passo e' farlo utilizzare correttamente facendo capire le loghiche
della Open Science che stanno prima di ogni tecnicalita'.


> La OS European platform? Open Edition? Le University press che, tuttavia,
> non sono tutte OA? E poi? Zenodo per i data?
>

Ognuno ha il suo canale. Non si puo' dare una rispsota unioca che e'
chiaramente semplicistica e non serve a nessuno.


> Una pluralitÓ di canali (sui data per esempio so che si stanno cercando
> anche soluzioni alternative ad IRIS)
>

nessuno ha mai consigliato di mettere i dati in IRIS, almeno dal 2015
(vedere intervento di Peter Murray Rust al nosto workshop di Bologna).



> e di risposte mi sembra una cosa sensata
>

!



> ma IRIS non possiamo oscurarlo
>

ma, ripeto, chi l'ha mai detto?



> per quanto piaccia poco a chi fa open science.
>

ma chi fa open science in Italia????



> Maria
>
>
> Il giorno 23 aprile 2018 11:53, Elena Giglia <elena.giglia a unito.it> ha
> scritto:
>
>>
>>
>> Il giorno 23 aprile 2018 11:28, Maria Cassella <maria.cassella a unito.it>
>> ha scritto:
>>
>>> Cara M.Chiara e tutti,
>>> questa Ŕ la mia opinione.
>>> Data la fatica enorme ed i costi (umani) per le strutture pubbliche e
>>> dato il nesso forte tra valutazione della ricerca
>>>
>>
>> in quali strutture? di che cosa si sta parlando?
>>
>>
>>> e OA che non ha portato in benefici sperati
>>>
>>
>> in che senso, di nuovo?
>>
>>
>>> penso si possa guardare con curiositÓ e interesse all'iniziativa. Se non
>>> altro qualcosa si muove; in quale direzione (positiva o negativa per la
>>> scienza aperta) si vedrÓ.
>>>
>>
>> direi che "se positiva o negativa" dopo dieci anni di bla bla mi sembra
>> molto riduttivo. Bisogna porre le condizioni perche' sia positiva, e fare
>> molta attenzione a che tutto il processo non venga "fagocitato" come sta
>> accadendo cone le APC e i big deals
>>
>>
>>> Se guardiamo indietro considerando ci˛ Ŕ giÓ avvenuto con la
>>> conservazione digitale si vede che i progetti che funzionano vedono le
>>> biblioteche e gli editori collaborare.
>>>
>> Dipende con quali criteri. Per me pagare APC spropositate non e'
>> collaborazione.
>> Se invece le regole sono fissate dalla comunita' e anche gli editori
>> commerciali collaborano, va bene (e' il criterio di EOSC e del bid pe rla
>> OS publishing plaftrom europea)
>>
>>
>>
>>> Anche Google Ŕ un caso interessante: dapprima malvisto dalle biblioteche
>>> Ŕ poi diventato un potente alleato.
>>> Insomma la storia della Scholarly communication qualcosa dovrebbe
>>> insegnare. Il rischio Ŕ che le biblioteche restino escluse senza essere in
>>> grado di proporre alternative altrettanto allettanti..
>>>
>>
>> Il problema non sono le biblioteche ma i ricercatori. E andrebbero
>> coinvolti anche i gruppi di negoaziazione, come si diceva in altri threads,
>> cosa che in Italia sembra un po' difficile.
>>
>> La domanda che dovremmo porci serenamente Ŕ: quanto Ŕ allettante IRIS per
>>> i ricercatori?
>>>
>>
>> Molto poco. Ma nessuno ha proposto di usare IRIS. E la domanda ce la
>> siamo posta gia' da qualche anno, in molte sedi e a molti livelli.
>> Mentre molto interessante e' COAR Next generation repositories, dove e'
>> detto chiaramente che i repositories del futuro vanno totalmente ripensati,
>> perche' al momento non fanno altro che replicare/essere specchio del
>> sistema attuale. Ci stanno lavorando, c'e' Herbert con loro, e quindi ho
>> molta fiducia.
>> Repositories+preprint+open notebooks possono essere una soluzione. Non
>> certo IRIS, che e' stata una enorme occasione sprecata, come ben sa chi ci
>> lavora ogni giorno.
>>
>>
>>
>>
>>> Ciao
>>> Maria
>>>
>>> Il giorno 23 aprile 2018 10:40, Maria Chiara Pievatolo <
>>> mariachiara.pievatolo a unipi.it> ha scritto:
>>>
>>>> On 23-04-2018 10:22, Maria Cassella wrote:
>>>>
>>>>> Di ieri Ŕ la notizia che Springer Nature, Cambridge University Press e
>>>>> Thieme collaboreranno con ResearchGate per lo scambio legale di
>>>>> articoli
>>>>> scientifici.
>>>>>
>>>>> La leggete qui:
>>>>> https://www.researchgate.net/blog/post/springer-nature-cambr
>>>>> idge-university-press-thieme-and-researchgate-announce-new-c
>>>>> ooperation-to-make-it-easier-to-navigate-the-legal-sharing-o
>>>>> f-academic-journal-articles
>>>>> .
>>>>>
>>>>
>>>> Vale la pena leggere anche questo:
>>>> https://www.researchgate.net/blog/post/researchgate-welcomes
>>>> -cooperation-agreement-with-three-major-scientific-publishers
>>>>
>>>> "Since its inception ten years ago, ResearchGate has been a leader in
>>>> **Open Science**, the public sharing of scientific research online. "
>>>>
>>>> Qui il commento di Aisa: https://twitter.com/Aisa_OA/st
>>>> atus/987337907055755264
>>>>
>>>> La sfida si sposta sull'infrastruttura: pubblica o privata?
>>>> Centralizzata o decentralizzata?
>>>>
>>>> http://bjoern.brembs.net/2018/01/why-academic-journals-need-to-go/
>>>>
>>>> Che cosa succederebbe, infatti, se magicamente sparisse il sistema di
>>>> valutazione che ha portato al feticismo dei core journals e si affermasse
>>>> un sistema di pubblicazione plurale, diffuso e non-profit come quello
>>>> suggerito da Stefano Salvia nel suo ultimo messaggio, *ma* valorizzato da
>>>> piattaforme *private* e centralizzate?
>>>>
>>>> A presto,
>>>> MCP
>>>>
>>>>
>>>>
>>>>
>>>>
>>>>
>>>>
>>>> --
>>>> Maria Chiara Pievatolo
>>>> Dipartimento di Scienze politiche UniversitÓ di Pisa
>>>> <https://maps.google.com/?q=Pisa+%0D%0AVia+Serafini+3+56126+Pisa+(Italy&entry=gmail&source=g>
>>>> Via Serafini 3 56126 Pisa
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