[Oa-italia] E qui si apre la discussione....

Elena Giglia elena.giglia a unito.it
Lun 23 Apr 2018 11:53:07 CEST


Il giorno 23 aprile 2018 11:28, Maria Cassella <maria.cassella a unito.it> ha
scritto:

> Cara M.Chiara e tutti,
> questa Ŕ la mia opinione.
> Data la fatica enorme ed i costi (umani) per le strutture pubbliche e dato
> il nesso forte tra valutazione della ricerca
>

in quali strutture? di che cosa si sta parlando?


> e OA che non ha portato in benefici sperati
>

in che senso, di nuovo?


> penso si possa guardare con curiositÓ e interesse all'iniziativa. Se non
> altro qualcosa si muove; in quale direzione (positiva o negativa per la
> scienza aperta) si vedrÓ.
>

direi che "se positiva o negativa" dopo dieci anni di bla bla mi sembra
molto riduttivo. Bisogna porre le condizioni perche' sia positiva, e fare
molta attenzione a che tutto il processo non venga "fagocitato" come sta
accadendo cone le APC e i big deals


> Se guardiamo indietro considerando ci˛ Ŕ giÓ avvenuto con la conservazione
> digitale si vede che i progetti che funzionano vedono le biblioteche e gli
> editori collaborare.
>
Dipende con quali criteri. Per me pagare APC spropositate non e'
collaborazione.
Se invece le regole sono fissate dalla comunita' e anche gli editori
commerciali collaborano, va bene (e' il criterio di EOSC e del bid pe rla
OS publishing plaftrom europea)



> Anche Google Ŕ un caso interessante: dapprima malvisto dalle biblioteche Ŕ
> poi diventato un potente alleato.
> Insomma la storia della Scholarly communication qualcosa dovrebbe
> insegnare. Il rischio Ŕ che le biblioteche restino escluse senza essere in
> grado di proporre alternative altrettanto allettanti..
>

Il problema non sono le biblioteche ma i ricercatori. E andrebbero
coinvolti anche i gruppi di negoaziazione, come si diceva in altri threads,
cosa che in Italia sembra un po' difficile.

La domanda che dovremmo porci serenamente Ŕ: quanto Ŕ allettante IRIS per i
> ricercatori?
>

Molto poco. Ma nessuno ha proposto di usare IRIS. E la domanda ce la siamo
posta gia' da qualche anno, in molte sedi e a molti livelli.
Mentre molto interessante e' COAR Next generation repositories, dove e'
detto chiaramente che i repositories del futuro vanno totalmente ripensati,
perche' al momento non fanno altro che replicare/essere specchio del
sistema attuale. Ci stanno lavorando, c'e' Herbert con loro, e quindi ho
molta fiducia.
Repositories+preprint+open notebooks possono essere una soluzione. Non
certo IRIS, che e' stata una enorme occasione sprecata, come ben sa chi ci
lavora ogni giorno.




> Ciao
> Maria
>
> Il giorno 23 aprile 2018 10:40, Maria Chiara Pievatolo <
> mariachiara.pievatolo a unipi.it> ha scritto:
>
>> On 23-04-2018 10:22, Maria Cassella wrote:
>>
>>> Di ieri Ŕ la notizia che Springer Nature, Cambridge University Press e
>>> Thieme collaboreranno con ResearchGate per lo scambio legale di articoli
>>> scientifici.
>>>
>>> La leggete qui:
>>> https://www.researchgate.net/blog/post/springer-nature-cambr
>>> idge-university-press-thieme-and-researchgate-announce-new-c
>>> ooperation-to-make-it-easier-to-navigate-the-legal-sharing-o
>>> f-academic-journal-articles
>>> .
>>>
>>
>> Vale la pena leggere anche questo:
>> https://www.researchgate.net/blog/post/researchgate-welcomes
>> -cooperation-agreement-with-three-major-scientific-publishers
>>
>> "Since its inception ten years ago, ResearchGate has been a leader in
>> **Open Science**, the public sharing of scientific research online. "
>>
>> Qui il commento di Aisa: https://twitter.com/Aisa_OA/st
>> atus/987337907055755264
>>
>> La sfida si sposta sull'infrastruttura: pubblica o privata? Centralizzata
>> o decentralizzata?
>>
>> http://bjoern.brembs.net/2018/01/why-academic-journals-need-to-go/
>>
>> Che cosa succederebbe, infatti, se magicamente sparisse il sistema di
>> valutazione che ha portato al feticismo dei core journals e si affermasse
>> un sistema di pubblicazione plurale, diffuso e non-profit come quello
>> suggerito da Stefano Salvia nel suo ultimo messaggio, *ma* valorizzato da
>> piattaforme *private* e centralizzate?
>>
>> A presto,
>> MCP
>>
>>
>>
>>
>>
>>
>>
>> --
>> Maria Chiara Pievatolo
>> Dipartimento di Scienze politiche UniversitÓ di Pisa
>> Via Serafini 3 56126 Pisa (Italy)
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dr. Elena Giglia
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