[Oa-italia] E qui si apre la discussione....

Maria Cassella maria.cassella a unito.it
Lun 23 Apr 2018 11:28:55 CEST


Cara M.Chiara e tutti,
questa Ŕ la mia opinione.
Data la fatica enorme ed i costi (umani) per le strutture pubbliche e dato
il nesso forte tra valutazione della ricerca e OA che non ha portato in
benefici sperati penso si possa guardare con curiositÓ e interesse
all'iniziativa. Se non altro qualcosa si muove; in quale direzione
(positiva o negativa per la scienza aperta) si vedrÓ.
Se guardiamo indietro considerando ci˛ Ŕ giÓ avvenuto con la conservazione
digitale si vede che i progetti che funzionano vedono le biblioteche e gli
editori collaborare.
Anche Google Ŕ un caso interessante: dapprima malvisto dalle biblioteche Ŕ
poi diventato un potente alleato.
Insomma la storia della Scholarly communication qualcosa dovrebbe
insegnare. Il rischio Ŕ che le biblioteche restino escluse senza essere in
grado di proporre alternative altrettanto allettanti..
La domanda che dovremmo porci serenamente Ŕ: quanto Ŕ allettante IRIS per i
ricercatori?
Ciao
Maria

Il giorno 23 aprile 2018 10:40, Maria Chiara Pievatolo <
mariachiara.pievatolo a unipi.it> ha scritto:

> On 23-04-2018 10:22, Maria Cassella wrote:
>
>> Di ieri Ŕ la notizia che Springer Nature, Cambridge University Press e
>> Thieme collaboreranno con ResearchGate per lo scambio legale di articoli
>> scientifici.
>>
>> La leggete qui:
>> https://www.researchgate.net/blog/post/springer-nature-cambr
>> idge-university-press-thieme-and-researchgate-announce-new-c
>> ooperation-to-make-it-easier-to-navigate-the-legal-sharing-o
>> f-academic-journal-articles
>> .
>>
>
> Vale la pena leggere anche questo:
> https://www.researchgate.net/blog/post/researchgate-welcomes
> -cooperation-agreement-with-three-major-scientific-publishers
>
> "Since its inception ten years ago, ResearchGate has been a leader in
> **Open Science**, the public sharing of scientific research online. "
>
> Qui il commento di Aisa: https://twitter.com/Aisa_OA/st
> atus/987337907055755264
>
> La sfida si sposta sull'infrastruttura: pubblica o privata? Centralizzata
> o decentralizzata?
>
> http://bjoern.brembs.net/2018/01/why-academic-journals-need-to-go/
>
> Che cosa succederebbe, infatti, se magicamente sparisse il sistema di
> valutazione che ha portato al feticismo dei core journals e si affermasse
> un sistema di pubblicazione plurale, diffuso e non-profit come quello
> suggerito da Stefano Salvia nel suo ultimo messaggio, *ma* valorizzato da
> piattaforme *private* e centralizzate?
>
> A presto,
> MCP
>
>
>
>
>
>
>
> --
> Maria Chiara Pievatolo
> Dipartimento di Scienze politiche UniversitÓ di Pisa
> Via Serafini 3 56126 Pisa (Italy)
> +39 050 2212479
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